ECOMACCHINE S.p.A.
Gli impianti a flltri percolatori furono utilizzati ancor prima degli impianti a fanghi attivi, nel 1893 in Inghilterra. Nei
filtri percolatori il liquame, preventivamente grigliato per prevenire l’otturazione degli ugelli, viene distribuito al di
sopra di una massa composta da corpi di riempimento (pietrisco, anelli di plastica, ecc.) e lasciato percolare sulla sua superficie.
Il liquame è distribuito sul materiale di riempimento e percolando forma sullo stesso una pellicola o membrana biologica . Lo strato biologico ha uno spessore di 2 –3 mm ed è costituito da batteri, funghi, protozoi, alghe ed anche da organismi più complessi come vermi ed insetti aderenti al materiale di supporto. Gli organismi costituenti la membrana adsorbono e degradano le sostanze organiche nutritizie presenti nei liquami. Quando la membrana biologica raggiunge uno spessore consistente , si distacca dal supporto, si mescola al liquame,e viene separata per decantazione nel sedimentatore secondario.
Il campo applicativo tra la portata minima e la portata massima di un distributore rotante può essere ampliato mediante una attenta progettazione e l’utilizzo di tecniche particolari.
| Utilizzo | Distribuzione di acque su di una superficie circolare |
| Caratteristiche | La macchina è costituita da bracci rotanti che distribuiscono in modo omogeneo le acque su tutta la superficie |
| Funzionamento | Le acque confluiscono nella parte centrale della vasca in un gruppo centrale rotante dove vengono equamente ripartite nei bracci e distribuite su tutta la superficie. La rotazione dei bracci è ottenuta utilizzando l’energia cinetica dell’acqua. |
| Costruzione | In acciaio zincato o inossidabile. |
| Installazione | Entro una vasca in calcestruzzo. |
| Diametro della vasca | Da 4 a 40 m. |
| Opzioni |
Il liquame è equamente distribuito sulla superficie del percolatore grazie ad un sistema di distribuzione a bracci rotanti per effetto della reazione dinamica dello stesso liquido distribuito.
La velocità di rotazione del distributore è in funzione della portata e del diametro della vasca.
Il dimensionamento del distributore è effettuato alla portata di progetto, verificandone il corretto funzionamento ad una portata massima e ad una minima, al di sotto della quale il distributore non distribuisce più equamente il liquame.
| 1.1 | Diametro del percolatore | :mt | (*) |
| 1.2 | Portata massima | :m3/h | (*) |
| 1.3 | Portata normale | :m3/h | (*) |
| 1.4 | Portata minima | :m3/h | (*) |
| 1.5 | Battente disponibile sopra il piano di rotazione | :m.c.a. | (*) |
| 1.6 | Diametro tubazione di entrata | :DN | (*) |
| 1.7 | Numero bracci rotanti | :n° | |
| 1.7 | Numero ugelli totali | :No. | |
| 1.7 | Diametro ugelli | :mm. | |
| 1.7 | Battente alla massima portata | :m.c.a. | |
| 1.7 | Battente alla portata nominale | :m.c.a. | |
| 1.7 | Battente alla minima portata | :m.c.a. |
(*) dati da comunicare per formulare una proposta:
| Utilizzo | Distribuzione di acque su di una superficie circolare |
| Caratteristiche | La macchina è costituita da bracci rotanti che distribuiscono in modo omogeneo le acque su tutta la superficie |
| Funzionamento | Le acque confluiscono nella parte centrale della vasca in un gruppo centrale rotante dove
vengono equamente ripartite nei bracci e distribuite su tutta la superficie. La rotazione dei bracci è ottenuta utilizzando un gruppo di motorizzazione |
| Costruzione | In acciaio zincato o inossidabile. |
| Installazione | Entro una vasca in calcestruzzo. |
| Diametro della vasca | Da 4 a 40 m. |
| Opzioni |
Il liquame è equamente distribuito sulla superficie del percolatore per mezzo di un sistema di distribuzione a bracci rotanti trainati da un gruppo di motorizzazione. La velocità di rotazione del distributore viene calcolata sulla base del diametro della vasca e della portata da distribuire.
Una variazione di portata, in questo caso, non influisce sulla velocità di rotazione ma sulla efficacia della distribuzione, infatti ogni distributore, al di sotto di un certo valore di portata, non permette al liquame di defluire equamente fino alla periferia dei bracci.
| 1.1 | Diametro del percolatore | :mt | (*) |
| 1.2 | Portata massima | :m3/h | (*) |
| 1.3 | Portata normale | :m3/h | (*) |
| 1.4 | Portata minima | :m3/h | (*) |
| 1.5 | Battente disponibile sopra il piano di rotazione | :m.c.a. | (*) |
| 1.6 | Diametro tubazione di entrata | :DN | (*) |
| 1.7 | Numero bracci rotanti | :n° | |
| 1.8 | Numero ugelli totali | :No. | |
| 1.9 | Diametro ugelli | :mm. | |
| 1.10 | Velocità di rotazione | :rpm | |
| 1.11 | Potenza del gruppo di motorizzazione |
(*) dati da comunicare per formulare una proposta:
Le acque, cariche di solidi e di sostanze oleose, provenienti da lavaggio di cisterne, piazzali, aree di lavoro sono stoccate in
serbatoi e poi inviate al trattamento API.
Nei serbatoi vi è una prima separazione delle sostanze galleggianti con oil
skimmers.
Nella vasca API avviene una separazione naturale, in base al peso specifico, delle sostanze pesanti, che sedimentano, da quelle leggere che risalgono in superficie. Il dimensionamento delle vasche API segue le regole della normativa API (American Petroleum Institute). I principali fattori che influiscono sul dimensionamento sono:
Le macchine che si installano
in una vasca API sono catene draganti con pale di fondo e di superficie.
Le vasche API sono corredate all’ingresso di:
| Utilizzo | Raschiare i solidi sedimentati e convogliarli in un pozzetto, convogliare le sostanze galleggianti in un tubo di raccolta. |
| Caratteristiche | La macchina è costituita da una catena dragante con pale di fondo e di superficie e da un tubo disoleatore. |
| Funzionamento | I fanghi sedimentati sono convogliati nella tramoggia di raccolta, mentre gli olii sono convogliati e raccolti da un tubo finestrato che funge da disoleatore. |
| Costruzione | In acciaio zincato o in acciaio inossidabile. |
| Installazione | In vasca di calcestruzzo. |
| Larghezza vasca | Da 2 a 14 m. |
| Opzionale | Sistema di raccolta schiume |
Normalmente la vasca API viene installata in un’area d’impianto dove le probabilità di incendio o scoppio sono
alte.
Queste aree vengono definite e classificate secondo delle normative (ATEX).
La macchina deve essere progettata e realizzata in base alla classificazione della zona di installazione.
Ad esempio nelle aree classificate come “zona 1” è possibile utilizzare motori elettrici in versione Eexd IIT4,
mentre nelle aree classificate come “zona 0” non è consentito l’utilizzo di alcun motore elettrico.
I separatori API, se in zona pericolosa, devono rispettare le norme ATEX e devono essere certificati secondo queste stesse norme.
Per ridurre l’estensione delle aree classificate come “zona 0”, negli ultimi anni si è provveduto a coprire le vasche API con coperture galleggianti.
Tali coperture, galleggiando sul liquido, impediscono la formazione di odori e gas.
In questi casi le catene draganti installate devono essere progettate e costruite tenendo appositamente conto di tali sistemi, evitando l’accumulo di sostanze oleose al di sotto della copertura stessa.
Utilizzo :
Rendimento: abbattimento solidi sospesi, COD, BOD5, fosforo.
Caratteristiche: il filtro, installato in posizione orizzontale, è costituito da:
- cilindro rivestito da un tessuto filtrante in poliestere ;
- motoriduttore per l’azionamento del cilindro ;
- gruppo di lavaggio automatico con acqua filtrata ;
- quadro elettrico di comando e controllo (fornitura opzionale).
Funzionamento:
a rotazione ciclica.
L’acqua contenente le particelle in sospensione entra assialmente all’interno del cilindro e per gravità attraversa
verso l’esterno il tessuto filtrante, depositando sullo stesso i corpi solidi.
Il progressivo intasamento del tessuto aumenta il livello dell’acqua a monte del filtro, fino al raggiungimento di una sonda di
livello massimo, che comanda automaticamente l’avviamento della fase di lavaggio.
Il motoriduttore mette in rotazione il cilindro che viene pulito con un getto di acqua filtrata messa in pressione da una pompa centrifuga,
mentre il materiale asportato dal tessuto viene raccolto in una apposita vasca ed allontanato per gravità o mediante pompa centrifuga
(fornitura opzionale).
Questa operazione comporta l’abbassamento a monte del filtro del livello dell’acqua fino al valore normale e di conseguenza
la fermata del gruppo di lavaggio mediante l’intervento di un’altra sonda.
Il ciclo si ripete nuovamente al raggiungimento del livello massimo, senza mai interrompere il normale flusso.
Il filtro è provvisto di by-pass interno in caso di fuori servizio.
Costruzione : in acciaio inox Aisi 304 / 316.
Installazione : entro apposita vasca di contenimento in PP o acciaio inox, oppure vasca in cemento.
Possibilità di installazione
con più filtri in parallelo.
Grado di filtrazione: da 5 a 200 microns.
Portata: fino a 1.200 m3/h cadauno filtro.
FORNITURA
In opzione :
| MODELLO | Superficie filtrante | Portata max m3/h | Portata max m3/h |
| m2 | filtrazione 40 u | filtrazione 80 u | |
| EM108-I-50/50 | 0,8 | 20 | 40 |
| EM108-I-50/100 | 1,6 | 40 | 80 |
| EM108-I-75/100 | 2,4 | 60 | 120 |
| EM108-I-100/100 | 3,2 | 80 | 160 |
| EM108-I-100/200 | 6,4 | 160 | 320 |
| EM108-I-150/200 | 9,5 | 235 | 470 |
| EM108-I-150/250 | 12 | 300 | 600 |
| EM108-I-200/250 | 16 | 400 | 800 |
| EM108-I-200/300 | 19 | 480 | 960 |
Nota : i valori di portata si riferiscono ad una concentrazione massima di solidi sospesi in entrata pari a 50 mg/l.
FORNITURA
In opzione :
| MODELLO | Superficie filtrante | Portata max m3/h | Portata max m3/h |
| m2 | filtrazione 40 u | filtrazione 80 u | |
| EM108-IC-50/50 | 0,8 | 20 | 40 |
| EM108-IC-50/100 | 1,6 | 40 | 80 |
| EM108-IC-75/100 | 2,4 | 60 | 120 |
| EM108-IC-100/100 | 3,2 | 80 | 160 |
| EM108-IC-100/200 | 6,4 | 160 | 320 |
| EM108-IC-150/200 | 9,5 | 235 | 470 |
| EM108-IC-150/250 | 12 | 300 | 600 |
| EM108-IC-200/250 | 16 | 400 | 800 |
| EM108-IC-200/300 | 19 | 480 | 960 |
Nota : i valori di portata si riferiscono ad una concentrazione massima di solidi sospesi in entrata pari a 50 mg/l.
La stazione per il trattamento dei bottini è costituita da una griglia a coclea compattatrice per la separazione dei solidi sospesi presenti nei liquami da trattare. Il grigliato separato è lavato e compattato prima di scaricarlo nel cassone di raccolta.
La griglia è costituita da:
La pulizia della griglia avviene con delle spazzole fissate sulla coclea rotante.
Vasca di alimentazione
La vasca di alimentazione che riceve l’effluente è corredata di attacchi flangiati per alimentazione e di scarico.
Nell’interno della vasca è fissato il cestello filtrante e nella parte superiore lo sfiato ed un manicotto
per il posizionamento delle sonde di controllo.
Cestello filtrante
Si trova all’interno della vasca di alimentazione ed è costituito da una lamiera forata o barre trapezoidali aventi
forma semicilindrica.
Coclea di trasporto del materiale grigliato
La coclea di trasporto è corredata di spazzole di pulizia in corrispondenza del cestello filtrante.
La coclea asporta il grigliato dal cestello filtrante e lo solleva, attraverso il tubo di trasporto, fino
alla zona di compattazione.
Zona di compattazione
Il grigliato è compattato ed espulso nella bocca di scarico superiore. L’acqua separata dal grigliato confluisce nella
camicia di raccolta e ritorna alla vasca di alimentazione.
Sistema di lavaggio del grigliato
Il lavaggio è costituito da getti d’acqua ad elevata pressione che disciolgono la sostanza organica solubile. Dette
sostanze sono convogliate, assieme ai liquami grigliati, al successivo processo biologico. Il grigliato, esente da sostanze
fecali, drena meglio l’acqua limitando la formazione di cattivi odori.
Il lavaggio è effettuato in tre punti diversi:
· parte inferiore:
lava il cestello filtrante e le spazzole all’ interno della vasca di alimentazione; serve ad asportare le sostanze
organiche che si sono depositate sulle spazzole e sull cestello;
· parte intermedia:
avviene all’ interno del tubo di trasporto e tende a disgregare le particelle grossolane di materiale organico;
· parte superiore:
avviene nella zona di compattazione. Serve per il lavaggio finale del grigliato all’interno della tramoggia;
Tutta la macchina è in acciaio inox AISI304 ad esclusione della spirale che è in acciaio ad alta resistenza.
Abbiamo accennato alla teoria della sedimentazione nel capitolo “Sedimentatori“.
Nella sedimentazione con flocculazione le particelle non mantengono la loro individualità, ma, con l’aiuto di coagulanti,
tendono ad agglomerarsi.
La dimensione del fiocco del fango aumenta e di conseguenza anche la velocità di sedimentazione.
Un processo completo di chiarificazione consiste generalmente in tre stadi successivi:
Prima di inviare le acque da chiarificare ai pacchi lamellari è consigliabile eseguire una miscelazione-flocculazione per formare ed ingrossare i fiocchi di fango.
La miscelazione dei reagenti con la torbida deve avvenire in un tempo molto breve e con un alto grado di agitazione.
La flocculazione deve avvenire in modo lento per favorire la formazione dei fiocchi.
| Utilizzo | Chiarificazione delle acque. |
| Caratteristiche | La macchina è costituita da una vasca in carpenteria con pacchi lamellari e una coclea convogliatrice del fango. |
| Funzionamento | Le acque da chiarificare confluiscono nella vasca, sono distribuite nei pacchi lamellari e raccolte superiormente nelle canalette. Il fango che sedimenta sul fondo è convogliato all’esterno da una coclea di fondo. |
| Costruzione | In acciaio verniciato. |
| Installazione | Base in calcestruzzo. |
| Opzionale | Sistema di raccolta delle schiume. |
SEDIMENTAZIONE CON FLOCCULAZIONE
Anche nei Chiarificatori a pacchi lamellari la chiarificazione-sedimentazione deve avvenire in regime di assoluta calma evitando
qualsiasi moto turbolento.
L’acqua chiarificata, dopo avere attraversato i pacchi, è raccolta nella parte superiore per mezzo di canalette, mentre i fanghi sedimentano sul fondo vasca e sono convogliati in un pozzetto di raccolta per mezzo di una coclea.
È consigliabile prevedere una vasca di flocculazione di tipo cilindrico verticale con mixer-lento.
La prima zona del Chiarificatore a pacchi lamellari è costituita da una camera di carico con griglia di uscita verso la camera a pacchi con funzione di:
Occorre mantenere molta distanza tra il livello del fango che sedimenta sul fondo della vasca e la base inferiore dei pacchi lamellari.
Consigliamo di prevedere una coclea orizzontale sul fondo vasca per evacuare il fango sedimentato .
In caso di presenza di sostanze oleose consigliamo l’installazione di una catena di superficie per l’asportazione delle sostanze galleggianti.